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Origini celtiche dei formaggi d’Alpeggio

Dal Bitto al Castelmagno, dal Bettelmatt alla Toma fino allo Stracchino e il Gorgonzola: i formaggi del Nord Italia devono molto ai Celti.

Il formaggio nel Nord Italia, dal Bitto fino agli antenati del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano deve molto ai Celti. Basta osservare alcuni dipinti come quello di Sant’Uguccione che si trova nella Chiesa Vecchia di Santa Maria a Belgirate (Verbania): il santo, a detta degli studiosi, è la trasposizione cristiana della divinità celtica Lug, che l’antica popolazione raffigurava nell’atto di reggere il sole e che, nella chiesa di Belgirate, è ritratto più semplicemnte nell’atto di tagliare una fetta di formaggio.

I formaggi piemontesi eredi diretti della tradizione celtica

I Celti, esperti conoscitori dell’uso del caglio, inventarono un formaggio, capace di durare nel tempo per poter essere trasferito facilmente da un luogo all’altro. Più in generale si potrebbe parlare di una famiglia di formaggi delle Alpi occidentali definita genericamente “alpinus”, probabilmente un prodotto stagionato d’alpeggio a prevalenza di latte vaccino, originalmente cagliato con l’ausilio di erbe montane aromatiche. A questa famiglia apparteneva il Bettelmatt della Val d’Ossola.

I Celti immaginavano la terra come una grande forma di formaggio, leggermente convessa, da qui la figura di Sant’Uguccione nella chiesta di Belgirate.

Da questo formaggio “alpinus” si pensa che derivino anche gli altri formaggi d’alpeggio, e alpini in generale: Fontina, Groviera, Toma, Maccagno e Castelmagno.

Ai Celti si deve con ogni probabilità anche l’invenzione dello Stracchino, così chiamato perché prodotto con il latte di mucche “stracche”, in stalla, dopo le lunghe transumanze. Un latte con una ridotta quantità di materia grassa che i Celti riuscirono a trasformare in formaggio con l’aggiunta di latte di pecora e muffa raschiata dal pane di segale. Il gallicus potrebbe essere il capostipite dei formaggi erborinati (dal lombardo erborin, “prezzemolo”), progenitore del Gorgonzola ma anche del Roquefort francese e del Murianengo o Blu del Moncenisio.
Il gorgonzola, in particolare, nel Novarese è anche detto “chèga”, che richiama il celtico “cagios” (“di stalla, di recinto”).

 

Formaggi d’Alpeggio in Strattoria

Venerdì 25 ottobre nel Menù alla carta di Strattoria
Due formaggi d’Alpeggio a confronto

Bettelmatt – Caseificio Crampiolo
Monscera – Azienda Agricola della Piazza

Con la partecipazione delle Cantine Garrone di Domodossola
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.Musica live con “Silly Farm”
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Per info e prenotazioni 0322 57142

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