Lo Chef Alessio Rossi
Come nasce la tua passione per la cucina?
La mia passione è nata sul campo. Dopo aver frequentato la scuola alberghiera, come molti del settore, ho iniziato a fare le prime esperienze nei ristoranti. Lì ho capito che questo lavoro mi piaceva davvero eche riusciva a coinvolgermi completamente.
Fin dall’inizio sono rimasto affascinato da una certa idea di ristorazione: quella più creativa e ricercata. Mi colpiva la componente artistica del mestiere, dall’impiattamento alla ricerca degli abbinamenti. Guardavo i grandi chef creare piatti sorprendenti e mi chiedevo come riuscissero a immaginare certe combinazioni. È stato proprio questo aspetto a conquistarmi e a spingermi a migliorarmi continuamente.
Ci sono stati dei maestri o delle persone che hanno influenzato il tuo percorso?
Ho avuto la fortuna di lavorare in diversi locali e di incontrare molti professionisti dai quali ho imparato qualcosa. Quando ero più giovane cercavo continuamente nuove esperienze per crescere e confrontarmi con realtà diverse.
Sicuramente il percorso fatto al Pinocchio ha rappresentato una svolta importante, soprattutto dal punto di vista della mentalità e dell’approccio al lavoro. Più che un singolo maestro, però, credo di aver cercato di assorbire il meglio da ogni esperienza e da ogni persona incontrata lungo il cammino.
Quando hai deciso di creare qualcosa di tuo?
La decisione è arrivata circa dieci anni fa, quando abbiamo rilevato questo locale.
All’inizio l’impostazione era molto più semplice, quasi da trattoria tradizionale. Quella è stata la nostra base di partenza.
Con il passare del tempo, però, la mia passione per la cucina gourmet e per una ristorazione più ricercata ci ha portato a evolverci progressivamente. È stato un percorso graduale, fatto di crescita, investimenti, sacrifici e tanta esperienza. Non sono mancati i momenti difficili, ma oggi posso dire che il lavoro sta dando soddisfazioni e che la strada intrapresa è quella giusta.
Il nostro obiettivo principale resta sempre il cliente. Vogliamo che chi esce dal ristorante porticon sé un’esperienza positiva, che rimanga colpito e soddisfatto.
Qual è la filosofia della tua cucina?
La mia cucina parte dal territorio. Lavoriamo molto con prodotti locali e con piccoli produttori, perché viviamo in una zona straordinariamente ricca di biodiversità e materie prime di qualità. La ricerca delle eccellenze del territorio è una parte fondamentale del nostro lavoro. Da lì nasce l’idea divalorizzare questi ingredienti, personalizzandoli e reinterpretandoli senza mai perdere il legame con la tradizione.
Non inseguiamo l’innovazione fine a sé stessa. Preferiamo mantenere il rispetto per la cucina tradizionale, intervenendo magari sulle consistenze, sulle tecniche o sugli abbinamenti per creare qualcosa di personale e riconoscibile.
Nei tuoi piatti è evidente anche una forte attenzione all’estetica. Quanto conta l’impiattamento?
L’estetica è importante, ma arriva dopo. Prima di tutto viene il gusto. Prima si costruiscono basi solide, poi si lavora sull’aspetto visivo del piatto.
Negli anni ci siamo concentrati molto sull’equilibrio dei sapori. È una caratteristica che i clienti ci riconoscono spesso: ogni ingrediente mantiene la propria identità e il proprio ruolo all’interno del piatto. Cerchiamo di non sovraccaricare le preparazioni con troppi elementi, ma di valorizzare al meglio quelli scelti.
L’obiettivo è creare piatti eleganti, equilibrati e capaci di esprimere chiaramente ogni sapore, senzaeccessi ma con personalità.
In una frase, come definiresti la tua cucina?
Una cucina che parte dalla tradizione e dal territorio, li rispetta profondamente e li reinterpreta consensibilità, ricerca e identità personale.





